SIVIGLIA
Siviglia: colori, suoni e anima andalusa
Siviglia è una città ricca, piena di storia, di suoni e di colori.
Non è enorme, ma offre prospettive diverse a seconda di come la si guarda e di come la si vive.
È una città che sa accogliere, sorprendere e coinvolgere, capace di farti sentire subito parte del suo ritmo lento e festoso.

Clima e atmosfera
Il clima a Siviglia è caldo anche d’inverno.
Nelle giornate soleggiate, persino nei periodi normalmente più freddi, non è raro vedere persone in pantaloncini e maglietta.
Qualche giorno di pioggia può capitare, ma Siviglia è una città dove le nuvole corrono e difficilmente si fermano.
D’estate, invece, il caldo è torrido, a tratti davvero insopportabile.
Il fiume Guadalquivir e il quartiere di Triana
Siviglia è attraversata dal fiume Guadalquivir, che divide idealmente la città in due parti:
da una parte Siviglia, più aristocratica, dall’altra Triana, anima popolare e autentica.
Una passeggiata a Triana non può mancare, soprattutto tra i suoi mercati e i suoi stretti vicoli.
Sul lato del fiume di Triana si trovano diversi ristoranti, un po’ cari ma molto scenografici.
Il fiume è navigabile e diversi battelli partono ogni ora dalle sue sponde. Io non l’ho provato, ma può essere una buona idea per ammirare la città da un altro punto di vista.
Triana è famosa anche per i suoi misteri: tra le sue strette vie ogni angolo nasconde una leggenda.
I tour guidati sono disponibili solo in inglese o spagnolo. Io ho scelto lo spagnolo e, anche senza essere fluente, ho capito senza eccessivi sforzi.
In generale, in Spagna l’inglese non è molto diffuso, mentre ho incontrato parecchie persone che parlavano italiano.
Una città da girare a piedi
Siviglia va girata a piedi.
Ho utilizzato anche la bicicletta, ma camminare nel dedalo di vie del centro è piacevole e, alla fine, l’ho preferito.
Importante: soprattutto nei periodi di alta stagione, conviene prenotare in anticipo gli ingressi alle attrazioni principali, sia per evitare lunghe code sia per garantirsi i biglietti.
La città brulica di turisti quasi ogni giorno.
Taxi, Uber e aeroporto
Tra Uber e taxi ho preferito decisamente i taxi: più puntuali, veloci ed economici.
L’aeroporto è vicino alla città e il costo della corsa da e per il centro è di circa 25 euro in orario diurno.
Mangiare a Siviglia
A Siviglia si mangia davvero molto bene.
Anche a dicembre troverai tavoli all’aperto e un’ampia scelta di locali.
Un giro di tapas è d’obbligo, anche se, a mio parere, sono un po’ sopravvalutate.
Flamenco: esperienza imprescindibile
Andare a Siviglia senza assistere a uno spettacolo di flamenco è un vero sacrilegio.
Io ho scelto di abbinarlo a una cena e cercavo qualcosa di autentico: l’ho trovato da “La Madriguera de Mai”.
Ho mangiato molto bene, accompagnata da una serata intensa di musica e balli.
Tre ragazzi si sono esibiti su un piccolo palco, all’interno di un ristorante altrettanto piccolo.
Ed è stato esattamente quello che desideravo.
Il ritmo della chitarra, il battere deciso delle scarpe chiodate sul palco, la voce malinconica del cantante: tutto perfettamente sincronizzato.
Bravissimi e coinvolgenti. Ovazione finale e mancia più che meritata.
Un po’ fuori dal centro, ma vale assolutamente la serata. Consigliato.
Plaza de España: la perla della città
La vera perla di Siviglia è Plaza de España, circondata dal parco María Luisa, ricco di piante bellissime, anche tropicali.
La piazza sembra accogliere i visitatori con un grande abbraccio: portici eleganti, un canale scenografico e una sensazione di armonia unica.
È stata costruita all’inizio del secolo scorso per l’esposizione Iberoamericana del 1927 ma è di una bellezza che mi ha ricordato Piazza del Campo a Siena.
Attenzione: almeno d’inverno i cancelli chiudono alle 22.
Alcune curiosità:
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Di fronte alla piazza si trova la statua di Aníbal González, l’architetto che diresse i lavori: cercate le impronte di tre bambini nascoste nella base.
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Tra le piastrelle dedicate alle regioni spagnole manca proprio l’Andalusia, unica assente (a eccezione delle Canarie, riconosciute successivamente).
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La fontana centrale sembra fuori contesto: pare sia stata realizzata dopo la morte dell’architetto e contro le sue volontà. Se guardi bene, la statua di Aníbal González, sembra proprio togliere lo sguardo dalla fontana. La fontana a me è comunque piaciuta :).
Personalmente, ho amato Plaza de España soprattutto di sera, con i giochi di luce.
Non ho fatto il giro in barchetta nel canale: io ho preferito esplorarla a piedi.
Ci sono stata tre volte in quattro giorni. La sera, con la luce calda delle lanterne, è stata semplicemente emozionante.
L’Alcázar
L’Alcázar è un’altra perla imperdibile della città.
Splendido sia negli spazi interni sia nei giardini, è stato set cinematografico di film famosi e della serie Il Trono di Spade.
Per la visita consiglio una guida in italiano, per apprezzare appieno i dettagli di questa reggia unica: la più antica ancora abitata da una famiglia reale in Europa.
La parte tuttora abitata, che io non ho visitato, richiede un biglietto aggiuntivo.
Attenzione: per l’ingresso è obbligatorio mostrare un documento e non è consentito introdurre cibo o oggetti ritenuti pericolosi. I controlli sono piuttosto rigidi.
La Cattedrale e la Giralda
La cattedrale di Siviglia è splendida, sia all’interno che all’esterno.
L’ingresso va prenotato con anticipo, altrimenti si rischiano lunghe attese o di non trovare biglietti disponibili.
Le vie intorno alla cattedrale sono ornate dai classici alberi di arancia amara (non raccogliete i frutti: sono immangiabili), che rendono l’area ancora più suggestiva.
Di giorno la Giralda si slancia verso il cielo azzurro, di sera si illumina, quasi a voler espandere la propria aura.
Nei vicoli circostanti si respira sempre un clima festoso, tra taverne, negozi e musicisti di strada che improvvisano al ritmo di chitarre e tamburi.
Nei pressi della piazza centrale si trova il ristorante Gusto: paella obbligatoria.
Per me, il miglior sapore di Siviglia.
Altro consiglio finale: provate i churros di Doña Carmen. Strepitosi.
Conclusione
Siviglia è una città che sa farsi visitare: accogliente, viva e sempre piacevole.
Con qualche giorno in più si può pensare di abbinare altre tappe come Malaga, Granada e l’Alhambra, oppure spingersi verso lo stretto di Gibilterra.
Un’ottima scusa per tornare, prima o poi, nella capitale dell’Andalusia.
Non resta che aggiornarci al prossimo post.




